Morte a Ferrara

Nella notte tra il 10 e l’11 gennaio, a Ferrara, i coniugi Salvatore e Nunzia sono stati uccisi a colpi di ascia dal loro figlio Riccardo e l’amico Manuel, suo complice.Il movente non è economico ma è dettato dai forti contrasti tra il minorenne e i genitori. Pare che il pomeriggio del giorno prima dell’accaduto Riccardo abbia confidato all’amico di aver avuto l’ennesima litigata con i genitori e che voleva ucciderli. Per compiere l’omicidio, Riccardo avrebbe dato 80€ di acconto più altro mille euro dopo il massacro all’amico Manuel. Le due salme sono state ritrovate in casa con dei sacchi di plastica sulla testa che, a detta di Riccardo, servivano per non fargli vedere i volti lacerati. Qualcosa deve essere andato storto quella terribile notte infatti i due volevano gettare in un canale i due corpi insieme all’arma del delitto. Per compiere questo atti o anche solo pensarli si deve essere affetti da qualche deviazione mentale e stupisce come nostri coetanei abbiano potuto compiere queste gesta. Molte testate giornalistiche e telegiornali hanno attribuito parzialmente la colpa alla violenza inserita nei videogiochi. Secondo noi le persone normali anche se giocano ai videogame non sono influenzati dai comportamenti di quest’ultimi. Ovviamente con i videogiochi ci si può divertire ed isolarsi dallo stress ma come tutte le cose devono essere utilizzate in maniera moderata, con la consapevolezza che nella vita reale non esiste il tasto RESET.
Pietro Fratini, Filippo Cutini, Kevin Kushtaj, Gianmaria Mannelli.
Corriere della Sera, 14 gennaio 2017.

scenadelcrimine

Precedente Il Treno va col vento Successivo Ferrara in nero